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DOMENICA 19 FEBBRAIO   GIORNATA  MONDIALE  DEL MALATO

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In Primo Piano
Giorno dopo Giorno

Mercoledì 22 febbraio 2012


La povertà per Dio è ricchezza, e il poco che si dà può valere molto: tutto dipende dal cuore che si esprime in ogni gesto. La vedova che lascia in offerta la sua unica moneta, attua un gesto molto più significativo di chi ha lasciato una cospicua somma, avendo molte altre ricchezze. Il messaggio non è certo da considerare in termini puramente monetari, ma relativamente a tutte le risorse di cui una persona può disporre nella sua vita: ciò che la rende ricca e generosa è l'impegno che essa fa di tutte le sue capacità per costruire il bene.


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Martedì 21 febbraio 2012


Nulla è lasciato al caso, ma tutto ha il suo momento ed il tempo della vita è scandito per tappe ed esperienze distinte. Ci dà l'idea di un ordine, da riconoscere e da rispettare: tutto ha il suo momento, e il suo significato. Ma non si può pretendere di trasferire l'organizzazione di vita terrena anche nel tempo dopo la morte: Gesù rimprovera i sadducei che cercano di metterlo in difficoltà rimandandoli a una lettura più attenta della parola di Dio. Perchè il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, non è Dio dei morti ma dei viventi: la vita nei cieli eterni è nelle mani solo di Dio e non la si può misurare con le formule umane. Anche i legami parentali e familiari che hanno segnato la vita terrena non saranno ripetuti in egual misura nell'eternità dei cieli. Ma non sta a noi sapere come saranno.


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Lunedì 20 febbraio 2012


Volevo scoprire se c’è qualche bene per gli uomini che essi possano realizzare sotto il cielo durante i pochi giorni della loro vita. Così il profeta passa in rassegna sapienza e stoltezza, fatica e desideri, per scorgere il senso profondo della vita e vi trova un'intima vuotezza, una radicale inconsistenza che tutto pervade. Non vuole essere questa una visione completa della realtà e della vita, quanto una lettura della finitezza di ogni cosa, seppur grande, che noi possiamo compiere. C'è un bisogno indispensabile del sostegno di Dio perchè nulla può bastare a se stesso. Per questo Gesù nel vangelo di Marco rifiuta di essere messo alla prova e rimanda l'intenzione dei farisei al riconoscimento dell'autorità umana distinta da quella divina. A Dio non si può attribuire la responsabilità che deve essere di chi ha il compito di esercitarla nella gestione delle cose umane.

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Domenica 19 febbraio 2012


Gesù è morto per tutti, per chi lo riconosce e per chi non sa neppure chi egli sia. Di conseguenza, ci spiega l'apostolo Paolo, nessuno ha diritto di giudicare il suo prossimo: ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio. Il pubblicano e il fariseo si esprimono in maniera ben diversa verso Dio: sarà giustificato solo quello che saprà essere sincero e umile dinanzi a Dio. E Dio assicura che prenderà per mano ogni persona e nessuno sarà dimenticato dalla sua provvidenza.


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Sabato 18 febbraio 2012




Sorgi, o Dio, a salvare il tuo popolo



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Venerdì 17 febbraio 2012


Gesù è interpellato dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani, mentre camminava nel tempio, perchè vogliono metterlo in difficoltà. "Con quale autorità fai queste cose?". Domanda ambigua che anche noi ripetiamo, magari senza accorgercene, ogni volta che decidiamo di prendere le distanze dalla parola del Signore e seguire altro e altri che ci vorrebbero insegnare qualcosa di più rispondente ai nostri desideri. Gesù sceglie di non rivelare ai suoi interlocutori la sua vera identità, tanto loro non vogliono saperla e neppure intendono seguire il messia. Dio non impone la sua presenza nè il suo disegno di salvezza a chi ha il cuore chiuso e non vuole intendere. Però non è neppure il peccato a toglierci dalla presenza di Dio: anche se pecchiamo - ci dice la Sapienza - siamo e restiamo figli di Dio e lui ci fa passare il Mar Rosso rendendocelo una via piana.

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Giovedì 16 febbraio 2012


L'insegnamento di oggi mette in luce il fatto che la morte, la distruzione, la tentazione di trasgredire, colpiscono anche i fedeli di Dio. Il libro della Sapienza ci dice però che la salvezza è sempre presente e non abbandona chi la invoca; non occorre violenza per opporsi al male perchè Dio sa difendere il suo popolo. Prefigura la venuta del Salvatore che prenderà su di sè tutti i popoli per portarli a salvezza. Per questo, Gesù, entrato nel tempio, scaccia i venditori di amuleti e di vari oggetti ritenuti portatori di buona sorte. La casa di Dio deve essere casa di preghiera. Dio non chiede altro, tanto meno strani riti di iniziazione o di devozione

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Mercoledì 15 febbraio 2012


Continua il grande tema della fede e della presenza costante di Dio nella storia nel testo di Sapienza che indica anche con parole di grande effetto emotivo la cura divina verso le vicende umane e la forza inesauribile della parola di Dio. E l'evangelista Marco riporta un insegnamento di Gesù proprio a proposito di chi non porta frutto. Un bell'albero di fico, ricco di foglie ma senza frutti - e non era la stagione dei frutti - e Gesù lo maledice e lo fa seccare. La vigilanza è richiesta nella fede e nella sequela a Gesù; non conosciamo il tempo, può esserci la chiamata in un'ora da noi non prevista, e il tempo è in mano a Dio.



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Martedì 14 febbraio 2012


Il lieto annunzio, il vangelo, è che Dio è in mezzo agli uomini, che ne è il redentore, e che le ragioni della tristezza non ci sono più.


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Lunedì 13 febbraio 2012

E' istintivo nell'uomo cercare il potere e tendere ad emergere sugli altri, ma questo non è secondo il vangelo, neppure nell'ambito del servizio. Le aspirazioni di Giacomo e Giovanni risultano senza senso, anzi, in contrasto con il disegno di Dio e l'opera di Gesù, di qui la reazione degli altri apostoli. "Chi vuole essere il primo tra voi, sarà il servo di tutti". La domanda che Gesù rivolge ai suoi apostoli "cosa volete che io faccia per voi?", è un test significativo per ognuno di noi: cosa risponderemmo a tale proposta? La vera risposta ci è indicata dalla prima lettura in cui si indica la sapienza, che ci mostra la pochezza di ogni idolo costruito dall'uomo che è sempre tentato di plasmarsi il proprio dio, e non può che rimanerne deluso



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Domenica 12 febbraio 2012


Il Maestro insegnava e suscitava molta attenzione da parte delle folle che lo seguivano e si accalcavano attorno a lui. Persone di ogni generazione e di ogni origine comprendevano la sua parola e lo ascoltavano.

Ma la pressione della folle non distoglieva Gesù dalla premura di un bisogno di una singola persona, e distingueva il tocco diverso di chi lo premeva perchè da lui si aspettava qualcosa di molto personale. "Qualcuno mi ha toccato" dice Gesù e la guarisce per la sua fede.


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Sabato 11 febbraio 2012




Signore, mio Dio, tu sei il mio aiuto



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Venerdì 10 febbraio 2012


L'evangelista Marco ci racconta l'incontro di Gesù con un cieco cui tocca gli occhi e gli dona la vista. un gesto che vuole essere riservato, senza clamore, un gesto d'amore garbato, una risposta gentile ad una fiducia piena, senza domande nè condizioni.

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Giovedì 9 febbraio 2012


La richiesta di un segno appariscente per Gesù è indice di incredulità, di una non volontà di accogliere la fede in lui. Perciò questo segno viene rifiutato, e Gesù ne approfitta per insegnare quali sono i veri segni dal cielo e quali sono le condizioni per poterli ottenere. Prima di tutto la sincerità e la fiducia in ogni risposta che il Signore darà.


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Mercoledì 8 febbraio 2012


Dalla pietà di Gesù viene il miracolo della moltiplicazione dei pani. Un miracolo che soccorre la fame del popolo in luogo deserto: segno della vicinanza e condivisione di Gesù a quanti sono nelle situazioni di difficoltà e bisogno. Il senso profondo non sta nella certezza che tutte le difficoltà siano motivo di miracolo da parte di Dio, ma che nulla passa inosservato e senza la sua presenza; Dio lascia anche all'azione concreta di altri uomini risolvere i bisogni

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Martedì 7 febbraio 2012


In ogni tempo ci sono persone che per varie ragioni, di egoismo, di potere, di gelosia, o altro, hanno infamato altri; il Siracide ci dice che da tali persone bisogna prendere le distanze e, soprattutto, non lasciarci indurre a questi modi di comportamento. "Spaventosa è la morte che la lingua procura, al confronto è meglio il regno dei morti". al giorno d'oggi si parla del 'fango' che viene disperso per demolire le persone,: occorre sapere che non è cosa senza peso. E da questa bisogna essere forti per non cadere, e ben ancorati nella verità.



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Lunedì 6 febbraio 2012




Due insegnamenti importanti di Gesù ai discepoli. Ciò che contamina l'uomo non sono i cibi che introduce nel suo corpo, ma quanto cova nel suo cuore, sono i suoi sentimenti e i suoi pensieri profondi. E Gesù elenca le cose malvage che vengono dall'interno. poi distoglie l'attenzione dai suoi per sottolineare un altro importante aspetto che è la pietà verso chi è nella sofferenza, allora non ci sono differenze di lingua nè di appartenenza.


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Domenica 5 febbraio 2012



Signore, mio Dio, tu sei il mio aiuto

 

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Sabato 4 febbraio 2012


Le letture di oggi ci guidano a una riflessione profonda che si ritrova in diversi passi biblici: è il Signore a costruire il santuario a Israele. E' Dio che stabilisce come deve essere il suo tempio, e lo fa gradualmente, a partire dalle pietre e dagli arredi, per arrivare a Gesù che è "sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della Maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda, che il Signore, e non un uomo, ha costruito". Null'altro c'è da agiungere alla risposta di Gesù a Filippo che gli chiede di mostrare loro il volto del Padre:"Chi ha visto me, ha visto il Padre".


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Venerdì 3 febbraio 2012




Gesù contesta ai farisei e agli scribi un attaccamento formale alla legge e alle tradizioni, e li giudica ipocriti perchè hanno dimenticato il significato profondo di quei gesti e di quei comportamenti. Un culto così è reso invano ed è rifiutato da Dio perchè si limita a ripetere dei gesti e delle formule ma non impegna il cuore nel riconoscere la presenza di Dio e vivere nella carità. Ciò che conta non sono le tradizioni umane, ma la Parola di Dio: Dio non si preoccupa dei modi esteriori, ma guarda e valuta l'intimo di ognuno, a prescindere dalle sue pratiche e consuetudini.



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Giovedì  2 febbraio 2012


A Gesù che viene presentato al tempio e offerto a Dio come primogenito, si fa incontro Simeone, quale sintesi e immagine di tutta la speranza messianica d'Israele. Il vecchio Simeone, certo della promessa ricevuta, riconosce Gesù e la salvezza di cui il Cristo è portatore e accetta il compiersi della sua esistenza. Anche Anna, questa profetessa ormai avanti negli anni, che aveva però passato quasi tutta la sua vita in preghiera e penitenza riconosce Gesù e sa parlare di lui a quanti lo attendono. Anna e Simeone, a differenza di molti altri, capiscono che quel bimbo è il Messia perché i loro occhi sono puri, la loro fede è semplice e perché, vivendo nella preghiera e nell’adesione alla volontà del Padre, hanno conquistato la capacità di riconoscere la ricchezza dei tempi nuovi. Prima ancora di Simeone e Anna è la fede di Maria che permette all’amore di Dio per noi di tramutarsi nel dono offertoci in Cristo Gesù.


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Mercoledì 1 febbraio 2012




Beato chi abita la tua casa, Signore



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MARTEDI’  31  GENNAIO 2012




Con gioia Gesù ritorna a casa sua, nel suo villaggio. In quella sinagoga dove ha così spesso ascoltato commentare le Scritture, egli, a sua volta, le spiega.  Lo fa con semplicità e profondità, con “autorità”. Ma coloro che lo ascoltano sono sbalorditi. Non capiscono come il bambino, il giovane uomo, l’operaio che hanno conosciuto durante gli anni della vita comune, possa essere un profeta. È uno di loro, dunque non è possibile. Gesù “si stupisce” della loro mancanza di fede e non può compiere miracoli. Vi è nell’essere umano, colpito dal peccato, una strana cecità e, nello stesso tempo, una forte tendenza alla gelosia, spesso camuffata in zelo per la giustizia e in ricerca dell’uguaglianza. Noi accettiamo la diversità con difficoltà. Il diverso, soprattutto se ci è vicino, ci fa paura. Quando è lontano, viene accettato. Colui che ci assomiglia ed è nostro vicino non può essere migliore di noi. Ecco perché il Signore non ha mai detto: “Amate tutti”. Egli ha detto: “Ama il tuo prossimo”. Cioè il tuo vicino, chi è di fianco a te, chi incroci per la strada, chi incontri in metropolitana... Colui che ti sembra diverso, colui che non pensa come te, colui che ti dà fastidio.


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LUNEDI’  30  GENNAIO 2012




La sapienza è dono e messaggero di Dio; non è riservata solo a pochi prescelti, ma si espande e raggiunge quanti la cercano



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DOMENICA 29 GENNAIO 2012




E’ la domenica della Santa Famiglia : Gesù cresce nella famiglia di Nazareth e matura la consapevolezza della sua missione eccezionale di appartenere al Padre e di donare la salvezza all'umanità. La vita della famiglia di Nazareth, segnata fin dall'inizio dalle difficoltà e dall'ostilità, procede nella consuetudine di vita quotidiana e nell'accoglienza di un mistero che Maria e Giuseppe possono solo accogliere senza poter spiegare. Maria e Giuseppe vivono la fede e il disegno divino su Gesù è rivelato anche a loro a poco a poco, essi accettano con fiducia il divenire del loro figliolo. E Cristo, figlio di Dio si è fatto come noi per vincere la morte e portare anche noi a vivere l'eternità nel Padre.


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SABATO 28 GENNAIO 2012




Siamo chiamati a salire, come Mosè, a lasciare le cose dell'ordinaria attività per guardare più alto, per ascoltare, per rispondere alla chiamata di Dio che ci innalza. Dio non vuole un'umanità prostrata, ma la chiama a salire il monte, ad ascoltare la sua parola: è il grande cammino dell'alleanza di Dio con il suo popolo e l'intera umanità.



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VENERDI’ 27 GENNAIO 2012


Senza la fede nessun rapporto con Cristo è possibile; solo chi crede si mette in relazione salvifica con lui.


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GIOVEDI’  26  GENNAIO 2012




Gesù scaccia una legione di spiriti immondi. Essi non sono una fantasia, ma la triste e spaventosa realtà che continuamente ci incalza e da cui è venuto a liberarci.


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MERCOLEDI’  25  GENNAIO 2012




La conversione di Paolo è la storia della grazia di Cristo, la quale trasforma un persecutore del vangelo in un apostolo appassionato del Signore risorto.



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MARTEDI’  24  GENNAIO 2012


Gesù ci insegna ad avere la pazienza dell'attesa e la forza della speranza: entrambe scaturiscono dalla parola di Dio che non muta e non tradisce. Insieme alla fiducia che la sua grazia ci sostiene anche nei momenti di incertezza o di oscurità.


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LUNEDI’ 23  GENNAIO 2012




Il giudizio verso gli altri deve partire da se stessi. Così chi usa giustizia e misericordia, riceverà giustizia e misericordia, chi non vorrà essere generoso con gli altri, perderà anche ciò che ha. Una norma di vita che al giorno d'oggi sembra inutile e non praticabile, ma che  Gesù continua a rammentarci come vera e intramontabile.


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DOMENICA  22 GENNAIO 2012




Dio non ci lascia mai soli, ma ci mette sempre nelle condizioni di poter affrontare le nostre difficoltà



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Sabato 21 gennaio 2012


E' Dio ad avere in mano la storia e a guidare Mosè ed Aronne a sfidare il Faraone per far uscire il popolo d'Israele dall'Egitto e ricondurlo alla sua terra. Il fine è di mostrare anche agli egiziani che Dio è il Signore e nessun altro. Così l'apostolo Paolo è investito di una grande missione quale quella di portare il vangelo alle genti che ancora non conoscono il Cristo perchè nessuno sia privato della grazia divina e tutti possano udire l'annuncio e comprenderlo. Starà poi a ciascuno di accoglierlo e farsene testimoni.


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Venerdì 20 gennaio 2012


Gesù utilizza alcune sentenze per far comprendere come meglio accogliere la Parola: il suo vangelo deve essere annunziato e deve brillare e diffondere luce come una lampada. La pienezza della fede non è soltanto un atto con cui l'intelligenza aderisce a delle verità rivelate, ma è soprattutto un atto complesso che impegna tutto l'uomo di fronte alla manifestazione di Dio in Cristo Gesù. Forte della fedeltà di Dio alle sue promesse, il cristiano si impegna ed è perseverante nel seguire la volontà del Padre.


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Giovedì 19 gennaio 2012




Apri, Signore , il nostro cuore e comprenderemo le parole del Figlio tuo.


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Mercoledì 18 gennaio 2012




Disse Pietro a Gesù : “ Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

Rispose Gesù : “ Tu sei Pietro , e su questa pietra edificherò la mia Chiesa “



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Martedì 17 gennaio 2012




“ Se uno mi vuol servire, mi segua, - dice il Signore – e dove sono io, là sarà anche il mio servo “


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Lunedì 16 gennaio 2012




La nostra testimonianza e l’ espressione della nostra fede verso il Cristo deve nutrirsi nel riserbo di una relazione personale, senza clamori ….



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Domenica 15 gennaio 2012




Il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino alle nozze di Cana è segno e figura di quanto noi viviamo. Di una vita che non sempre ha tutto a disposizione, ma può essere trasformata dalla presenza amorevole del Signore che per noi si prodiga e mantiene ferma la sua promessa di starci vicino, la sua ferma volontà di farci stare con lui nella gioia. Anche se questa non è di ogni momento e di questo nostro tempo, ma del tempo futuro.


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Sabato 14 gennaio 2012




Mosè è scelto a guidare il popolo degli israeliti fuori dall'Egitto e a guidarlo verso una terra di letizia e prosperità, dove vivono altri popoli con cui dovrà convivere nella pace. Una promessa e un dono, ma alla realizzazione di quanto offerto da Dio deve contribuire anche il popolo con la sua fedeltà al suo Signore e per questo intercede lo stesso Mosè. Anche Paolo è scelto da Dio perchè annunzi il vangelo e Gesù il Cristo in mezzo alle genti, nonostante sia stato un tenace persecutore dei discepoli di Gesù, ed anche per lui, come per Mosè grande fatica è farsi intendere proprio dal popolo cui è inviato. L'intervento di Dio non si misura, infatti, sulla capacità dei singoli ma sulla ferma alleanza di Dio col popolo della storia. Il regno di Dio è annunziato a tutti e ognuno deve sforzarsi di entrarvi.



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Venerdì 13 gennaio 2012




In tempi di oscurità e di depressione è ben importante ritrovare la forza della benedizione di Dio sulla storia umana. Gesù insegna che la legge non può venire prima della carità. Così il rispetto del sabato insegna a guardare e riconoscere il primato dell'opera di Dio su ogni azione umana.




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Giovedì 12 gennaio 2012




Nella lettura del libro del Siracide troviamo l'elogio dei nostri padri, di quegli uomini saggi ed onesti di cui i popoli mantengono la memoria, che hanno lasciato un segno nella storia, e furono artefici del disegno di alleanza di Dio con l'umanità: le loro opere giuste non sono dimenticate, la loro discendenza è una preziosa eredità.




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Mercoledì 11 gennaio 2012




Il Siracide ci dice che tutto il creato e tutta la storia sono opera di Dio e ci guida ad esplorare le meraviglie dell'universo, dagli astri nel cielo alle nubi che percorrono i cieli, dal rumore del tuono e il turbine dei venti, alla delicatezza della neve che cade: tutto diffonde la gloria del creatore



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Martedì 10 gennaio 2012




Egli è il “tutto": è l'essenza di Dio e tutte le sue opere sono amabili, frutto e manifestazione di amore disinteressato; ogni attributo dell'amore è esaltato nel rapporto con Dio e da lui ne riceve ulteriore forza. Noi delle sue opere possiamo contemplarne solo un piccola parte durante la nostra vita terrena, e la condizione per vivere è l'invito di Gesù che chiama a sè i suoi discepoli. Chi pensa di stabilire da sè il proprio cammino non vive nell'amore, vive nella solitudine, anche se nel decidere autonomamente ci può essere una certa gioia. Chi segue Gesù invece è sempre con lui, con il suo fratello e Signore, ed è in una gioia immensa. "Seguitemi". Di fronte ad ogni gioia e ad ogni tristezza chiediamoci: "Chi sto seguendo adesso?", così vedremo dove sono le vere gioie e non ci lasceremo ingannare da gioie false. Se seguo il Signore sono nella strada della vera gioia; se seguo il Signore anche le mie pene sono feconde



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Lunedì 9 gennaio 2012


Giovanni, il precursore, ci indica la strada, ci prepara la strada, per l'incontro con il Signore. Riascoltando le parole di Giovanni ripensiamo alla nostra fedeltà al battesimo, alla nostra costanza nella testimonianza del vangelo. Ma anche alla nostra disponibilità ad accogliere i doni del Signore. Chi si accosta alla sapienza di Dio non esaurisce la sua sete e fame di verità, ma continuamente l'alimenta arricchendola. Chi accoglie la parola e la seguirà non avrà di che vergognarsi e compierà opere di giustizia.



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Domenica 8 gennaio 2012


L’evangelista Luca racconta il battesimo di Gesù nel Giodano per mano di Giovanni il Battezzatore. Non ha parlato (e non parlerà) della nascita di Gesù, e nemmeno della sua infanzia. Una nuova storia inizia col battesimo di Gesù e si pone in continuità con il passato di cui Giovanni è l'ultimo profeta. I pochi versetti dedicati alla missione di Giovanni richiamano e riassumono in breve la lunga attesa, da parte dell’umanità, della venuta del Salvatore. La missione del Salvatore comincia con il far passare in secondo piano il precursore, il quale, potendo proporre soltanto un battesimo d’acqua, lascia il posto a colui che battezzerà nello Spirito Santo.



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Sabato 7 gennaio 2012


Uomini e donne devono cercare di fondare e costruire la loro unione di sposi sul modello di Cristo, perchè l'amore coniugale cristiano imita e testimonia il mistero dell'amore e della comunione che sono in atto nella storia della salvezza dove Gesù è unito come sposo alla chiesa. Prendere a modello l'amore di Cristo vuole dire porsi alla sua sequela, nell'impegno di donarsi all'altro/a fino a dare la vita per il bene e la salvezza altrui.



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Venerdì 6 gennaio 2012


L’Epifania è una festa di luce: una luce che guida a Gesù; una luce che traspare da lui. Lo splendore di una stella attrae a Betlemme genti lontane.Esse sono il simbolo di tutti gli uomini in ricerca.



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Giovedì 5 gennaio 2012


Il brano di vangelo proposto oggi attira la nostra attenzione su due verbi: vedere e testimoniare. Per rendere testimonianza bisogna “vedere”. Il vedere di cui parla Giovanni è un vedere in profondità, un vedere oltre l’orizzonte. Come sempre una testimonianza può aiutare a comprendere meglio: “Il giornalista francese André Frossard, ex comunista, ateo, accompagnò, una sera, un amico in una chiesa; era una cappella nella quale si teneva l' adorazione solenne; l'amico tardava ad uscire e Frossard entrò, per sollecitarlo a non trattenersi oltre; non immaginava che da quella chiesetta sarebbe uscito trasformato. Mentre con gli occhi cercava il suo amico, tra la gente in preghiera, il suo sguardo fu come catalizzato da una candela, che ardeva sull'altare, dove era l’Ostensorio col Santissimo; la fiamma di quella anonima candela divenne una luce, e lo sguardo dello scrittore incominciò a posarsi ora sulla candela, ora sull'Ostia, mentre la salmodia dei fedeli lo avvolgeva, come in un abbraccio materno. Quando Frossard, richiamato dall’amico, uscì dalla chiesa, poteva solo dire: Dio esiste: io l’ho incontrato!, e fu l’incontro, che gli cambiò radicalmente la vita, e fece di lui un testimone e un annunciatore del Vangelo, attraverso la sua lunga attività di scrittore e giornalista”.


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Mercoledì 4 gennaio 2012


La salvezza di Dio, quella che ci libera dal peccato è mostrata a noi attraverso Cristo, che per noi è nato: la sua vita ci renderà giusti davanti al Padre per mezzo del suo sangue che donerà sulla croce. Anche oggi vogliamo pregare con esultanza il Signore per tutti i benefici che ci vuole donare e chiediamo che tutta la nostra vita sia un canto di gioia verso le meraviglie che vorrà ancora compiere.



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Martedì 3 gennaio 2012


Chiediamo al Signore di donare alla sua chiesa sante persone disponibili e attente all’ascolto dei bisogni degli uomini.



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Lunedì 2 gennaio 2012


Preghiamo perché la nostra carità cresca sempre più” , preghiamo  perché possiamo crescere nell’amore.



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Domenica 1 gennaio 2012


Avere gli stessi sentimenti di Gesù è davvero una cosa meravigliosa! Non c’è altra via più bella ma anche più faticosa per vivere giorno dopo giorno tutta l’esistenza umana. Saper perdonare, saper accogliere, saper pazientare, saper amare fino in fondo è forse il desiderio più profondo e più nascosto che c’è nel cuore dell’uomo.Guardando Gesù e imparando dal suo esempio l’uomo scopre non solamente la volontà del Padre, ma anche la forza per compierla. È importante, però, tenere fisso, sempre, lo sguardo su Gesù perché in Lui ogni sofferenza trova una consolazione, ogni notte è vinta dall’alba di un nuovo giorno, ogni croce porta alla risurrezione. Somigliare a Gesù, portando a tutti una parola positiva, una parola bella, una parola che sa incoraggiare, una parola di speranza è l’augurio più bello per tutti cristiani in questo giorno d’inizio anno.



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Sabato 31 dicembre 2011


Quale è oggi la percezione che hanno di Gesù le persone normali che si incontrano per strada, oppure i colleghi di lavoro con i quali si condivide buona parte della giornata, o ancora gli amici con cui magari si vivono momenti felici non riuscendo però quasi mai a parlare di argomenti determinanti per la vita? La fede è sicuramente un tema che ricorre poche volte nelle conversazioni. Così come è inusuale parlare di Gesù. Molto più spesso si discute intorno alla Chiesa, intesa soprattutto come istituzione e gerarchia. Anche a noi Gesù, oggi, pone questa domanda: “chi sono io per te?” Chi è Gesù per me? Porsi questo interrogativo significa chiedersi quale posto occupa Gesù nella nostra vita di credenti.


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Venerdì 30 dicembre 2011


Ascoltare non è facile, in qualche maniera è un’arte di fede ed amore. Ascoltare significa uscire da sé, dimenticarsi, prendere l’altro sul serio, aprirsi all’altro e alla sua parola. Ascoltare è dire all’altro: “Sei importante per me, m’interessa quello che stai dicendo”. Se questo è valido nei rapporti umani, quanto più lo è nei rapporti dell’uomo con Dio. La persona di Dio, la sua Parola è ciò che più conta nella vita di ogni uomo.Cerchiamo di meditare ogni giorno le parole del Signore. Impariamo a conoscere il cuore di Dio nelle parole di Dio !



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Giovedì  29 dicembre 2011


Gesù è nato in una stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma l’amore di Maria e di Giuseppe gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati. Di questo hanno bisogno i bambini: dell’amore del padre e della madre. È questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita, permette la scoperta del senso della vita. Maria e Giuseppe assicurarono a Gesù un’infanzia serena e una solida educazione nonostante le diverse prove che hanno dovuto affrontare. La santa Famiglia è certamente singolare e irripetibile, ma al tempo stesso è “modello di vita” per ogni famiglia.


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Mercoledì 28 dicembre 2011


I bambini rappresentano l’innocenza e il futuro. Una società che abbia sensibilità verso i bambini è una comunità che può ancora guardare al futuro con speranza, che può progredire, che può salvarsi. Una collettività che infierisce sui più deboli è una società violenta. I bambini hanno bisogno di essere amati, di giocare, di crescere armoniosamente e di imparare



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Martedì 27 dicembre 2011


L’amicizia è un dono di Dio ma anche dell’altra persona che apre il suo cuore, la sua intelligenza, la sua sensibilità alla condivisione e, umilmente attende il contraccambio, così che la si possa desiderare, e ci si apra ad essa. L’amicizia è qualcosa di profondo, di permanente, di prezioso. L’amicizia è vera quando diventa spontaneamente ingegnosa nel raggiungere l’altro, per offrirgli uno spazio felice, una compassione, una comunione.L’amicizia è vera anche quando sa chiedere: un vero amico, infatti, non è sempre nella condizione del dare, è talvolta, senza orgoglio, nella condizione di attendere.



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Lunedì 26 dicembre 2011


Ogni anno ci sorprendiamo che alla dolcezza del giorno di Natale segua il colore rosso sangue del primo martire, Stefano, accostando così la primizia della nuova nascita con la primizia del martirio. La vicenda di gioia e di dolore espressa nella vita di Gesù continua nella storia della Chiesa e dei suoi testimoni. Nel martirio, Stefano è ancora immagine di Gesù: si affida a Lui come Gesù si consegna al Padre, e perdona i suoi uccisori.   



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Domenica 25 dicembre 2011


E’ Natale ! Ma cosa c’è di più miracoloso del dono della vita, di quella gioia che si vive quando si stringe per la prima volta il proprio bimbo tra le braccia! Cosa c’è di più straordinario del prendersi cura di lui in ogni istante, di osservarlo crescere e conquistare il mondo con i suoi piccoli gesti.

Cosa c’è di più bello se non ricevere il “ buongiorno” più tenero del mondo, sapere che le proprie braccia sono una culla rassicurante e calda. Quale attesa è più nostalgica di quella che si prova ad aspettare il suo risveglio.È vero, un bambino cambia e trasforma la vita. È davvero impossibile descrivere con semplici parole il miracolo di essere genitori! Lo sguardo materno della Vergine Maria, l’amorevole protezione di san Giuseppe e la dolce presenza del Bambino Gesù sono un’immagine nitida di quello che deve essere ogni famiglia cristiana, autentico santuario di fedeltà, di rispetto e di comprensione, dove si trasmette anche la fede, si rafforza la speranza e s'infiamma la carità. Buon Natale a tutti !



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Sabato 24 dicembre 2011


Dio si serve di un cuore grande come quello di Giuseppe. Un cuore pronto ad accogliere lo stravolgimento dei propri piani, capace nel rinunciare ad essere padrone della propria vita: il vangelo presenta Giuseppe come “giusto”. Giuseppe scopre un piano, un progetto superiore a quello del matrimonio che si sta preparando a vivere con Maria, ed è per questo che vuole delicatamente ritirarsi da quella vicenda inondata dalla presenza di Dio. Ma l’angelo ha per Giuseppe le stesse parole che furono per Maria: “Non temere”     “Non temere”. Dio, prima di affidare una missione, invita alla fiducia, all’abbandono al suo progetto di salvezza. È il miglior augurio che possiamo scambiarci proprio perché questo invito è per tutti noi, oggi, adesso, dentro la nostra vita… Dio ci invita a non temere!



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Venerdì 23 dicembre 2011


Non è facile attribuire al piccolo di Betlemme tanta potenza e grandezza, ma fiduciosi delle promesse di Dio sappiamo che, proprio Gesù, sarà il liberatore e salvatore dell’uomo, solo lui porterà pace all’umanità, perché lui è la pace, quella vera che ha riconciliato l’uomo e la creazione, con Dio, Creatore e Padre.



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Giovedì 22 dicembre 2011


Guardiamo a Gesù come il sole per la nostra vita:  Egli viene affinché l’uomo possa redimersi dalle tenebre dell’egoismo, dell’orgoglio, dell’indifferenza per avvolgersi della luce che è soprattutto calore di tenerezza e di misericordia.



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Mercoledì 21 dicembre 2011


Prepariamoci al Natale attraverso il silenzio per riflettere e meditare:  per poter scoprire la volontà di Dio che è una volontà di salvezza, solo così potremo scoprire la volontà di Dio che è una volontà di salvezza.



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Martedì 20 dicembre 2011


In tempi in cui siamo così portati a dubitare, a vacillare, l’esempio di Maria e di Elisabetta indica una via diversa, una via di fiducia piena in Dio e nella sua Parola, dentro la vita di ognuno di noi. Quante volte nel vangelo Gesù chiede di avere fede, assicurando che tutto è possibile se crediamo!



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Lunedì 19 dicembre 2011


La forza e l’amore del Signore si scontrano spesso con la nostra incredulità e, pur avendo il tesoro del Vangelo, diventiamo come muti, incapaci di parlare e di sperare. Chi non ascolta non riesce neanche a parlare. L’amore di Dio vince la nostra incredulità.



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Domenica 18 dicembre 2011


Disponiamoci all’accoglienza di Dio e lasciamo che Lui abiti in noi, lasciamo che il suo Figlio nasca e rinasca sempre in noi, come un evento interiore grande. Anche noi, viviamo con l’atteggiamento semplice ed umile della Vergine madre che, all’Angelo rispose: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”



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Sabato 17 dicembre 2011


L’arcangelo Gabriele  profetizza  a Zaccaria la nascita del figlio, Giovanni Battista, il precursore di Gesù. Zaccaria è preso da timore perché si tratta di una maternità impossibile perché Elisabetta era sterile e avanti nell’età. Ormai non aspettano altro che la conclusione della loro vita, una conclusione scontata e rassegnata. Non hanno più speranza di fecondità, non possono credere alla continuità della loro vita in un erede.  Anche noi, a volte, ragioniamo secondo la logica umana e cancelliamo la speranza. La misericordia divina si scontra con la nostra poca fede. Eppure le maternità impossibili che il Vangelo ci narra dovrebbero servirci da lezione. Anche la nostra sterilità nella vita cristiana può essere vinta da un supplemento di amore e di fiducia. Chiediamo in questi giorni di novena il dono d’amore che ci permetterà di riconoscere la volontà di Dio nella nostra vita.



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Venerdì 16 dicembre 2011


Maria e Giuseppe, testimoni privilegiati dell’amore fedele di Dio, poveri in spirito, attraverso la rinunzia ad una normale maternità e paternità danno casa al Figlio di Dio e  in piena letizia cantano per sempre l’amore del Signore, che rimane fedele alle sue promesse. Questa parola ci chiama a superare l’impressione di una storia che procede a caso e senza un progetto, per rinnovare la fiducia nella fedeltà di Dio; ci chiama a scrutare la storia per scoprire in essa i passi di un Dio che salva. Di tutto ciò sono modello e testimoni Maria e Giuseppe, che hanno saputo mettere la vita a servizio del progetto di Dio e delle sue sorprese nella storia, perché la promessa divina del regno potesse continuare il suo cammino fino al definitivo e sorprendente compimento.



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Giovedì 15 dicembre 2011


Se la nostra vita fosse più semplice, improntata al rispetto e a ricercare la serenità, vissuta nella concordia e nell’amore reciproco, l’orgoglio e la vanità non avrebbero spazio. I consigli di Gesù sono una svolta radicale: non sono più solo una denuncia o esortazione ma annuncio del Vangelo. È Gesù il più grande tra noi, che si è fatto nostro servo; e che ci concede di imitarlo, mettendoci anche noi al servizio di uomini deboli, fragili, incoerenti e peccatori. Solidarietà e concordia sono due strade da percorrere come società, come chiese e come singoli. Impariamo a riscoprire i valori della solidarietà, del rispetto, dell’amore che dovrebbe albergare all’interno di una famiglia e nella società.



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Mercoledì 14 dicembre 2011


Dio ci ama. Si tratta di un amore tenero, di un amore che si fa carezzevole. L’uomo può allontanarsi dal suo creatore col peccato, può dimenticarsi di lui, ma Dio continuerà a inseguirlo con ostinata tenerezza, pur rispettandone la libertà, perché il suo cuore di padre “si commuove dentro di lui, il suo intimo freme di compassione”. Per questo possiamo sempre riprendere la strada di casa, come il figlio prodigo, certi che la porta è spalancata e, più ancora, le braccia del Padre sono protese per riaccoglierci e restituirci la dignità che abbiamo calpestato.



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Martedi’ 13 dicembre 2011


Dio, che è Padre, è sempre dietro le spalle dell’uomo per infondergli sicurezza, coraggio, pronto a sostenerlo e a rialzarlo. Anche nelle ore del dolore e del buio, Dio ci conduce “con legami di bontà, con vincoli d’amore”. Quanto sarebbe bello percepire questa vicinanza! Le nostre stesse colpe si trasformerebbero in occasioni per meglio comprendere questo cuore di Padre che si commuove e ha compassione per le nostre debolezza. Alla luce della parola del profeta prepariamoci a una buona confessione per riscoprire la dolcezza del suo abbraccio di Padre che ci perdona. Ricordiamo che lunedì 19 dicembre dalle ore 21.00 nella nostra Chiesa Parrocchiale ci saranno le Sante Confessioni in preparazione al Santo Natale.



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Lunedì 12 dicembre 2011


“Conoscere il Signore” non significa tanto imparare la definizione di chi è Dio, quanto piuttosto fare esperienza di lui, incontrarlo. “Conoscere il Signore”, dunque, significa vivere la vita con lui.Ma come conoscere il Signore? “Affrettiamoci”, ossia, diamoci da fare: con la preghiera, con lo studio della Bibbia, con la devozione,… Siamo certi: “la sua venuta è sicura come l’aurora”! Tutti i miei sforzi serviranno a farmi capire che non sono io a salire fino a lui, ma è lui a scendere fino a me! E' lui che assume la natura umana ed entra a far parte della nostra umanità.Cerchiamo con tutte le forze di amare il Signore e ci accorgeremo che in verità è lui che ama noi. E solo quando ci scopriremo amati da lui, potremo cominciare ad amarlo anche noi.



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Domenica 11 dicembre 2011


In questa V domenica di Avvento  la parola del profeta Isaia ci vuole aiutare a porre l’attenzione all’essere e non al sembrare, è una descrizione di colui che verrà a salvare il suo popolo: Gesù il figlio di Dio. Sarà pieno di Spirito Santo, e sarà colui che valuta e giudica secondo verità. E il suo prendere decisioni è dunque in ordine alla sostanza e non all’apparenza, ai veri valori, a ciò che fa vivere e crescere. Anche noi  siamo chiamati ad essere e ad agire così. In una società dove spesso ciò che appare non coincide con ciò che è realmente anche noi siamo tentati di inseguire ciò che è bello, potente, ciò che è facile da raggiungere anche se superficiale o banale. Chiediamo al Signore la capacità di non giudicare i nostri fratelli secondo le apparenze ma di essere in mezzo all’umanità ferita dall’arroganza un segno di verità e di armonia.



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Sabato 10 dicembre 2011




Chiediamo al Signore di farci comprendere quanto ognuno di noi ha bisogno di accogliere la misericordia che rigenera e vivifica tutto quello che siamo e operiamo.     



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Venerdì 9 dicembre 2011




Gesù viene e la sua salvezza puo’ raggiungere solo chi lo lascia entrare nel proprio cuore. Dio non guarda il cuore altezzoso e superbo ma volge lo sguardo su chi ha un cuore in ricerca, un cuore che sperimenta il proprio limite e che, perciò, sa tendere la mano per chiedere aiuto.



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Giovedì 8 dicembre 2011




Maria dice sì all’angelo. Ascolta l’annuncio e ha il coraggio di dire di sì, dà il suo assenso pensato, intelligente. In quel momento, la giovane vergine diventa donna e madre. Subito dopo il suo sì l’angelo se ne va e la lascia sola. É pronta per vivere in solitudine il suo mistero. Incomincia per Maria il cammino di fedeltà alla risposta data, per sempre. Lasciamo che l’esempio di Maria tracci in noi la strada perché Dio possa incarnarsi nella nostra vita, perché la sua volontà si realizzi anche quando i voleri di Dio sono incomprensibili e a volte anche dolorosi.



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Mercoledì 7 dicembre 2011


Oggi si festeggia il santo vescovo Ambrogio.Il vescovo è discepolo di un Signore che si è fatto pastore, pastore buono, che conosce le sue pecore con lo stesso abbraccio di amore che lo lega al Padre. Per il suo gregge dà la vita. Siamo invitati a lasciarci guidare da lui nella persona dei suoi ministri che esercitano il mandato di pastori nel suo nome orientando tutti verso la verità e la salvezza scaturita dallo stesso Signore. Per ogni pecora del gregge è invito a cantare l’amore del Signore che si manifesta nella sua chiesa.



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Martedì 6 dicembre 2011


Il vangelo di oggi è  la continuazione del vangelo di ieri che si è concluso con l’amara delusione del giovane che se ne va triste perché legato ai suoi beni. Comprendiamo così che Gesù non vuole fare una condanna indiscriminata della ricchezza. Abbiamo tanti riferimenti nei quali possiamo scorgere che il Signore colma di beni i suoi fedeli; il nostro Dio è un Dio provvido che ci raccomanda di cercare innanzitutto il suo Regno, garantendoci tutto quanto ci è necessario: “Non preoccupatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? ... cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” .  Ciò che il Signore ci chiede è il distacco dai beni della terra, la fiducia nella sua provvidenza e soprattutto l’affermazione del primato assoluto di Dio a cui nulla deve essere anteposto. Le parole rivolte agli apostoli,  sono anche per tutti noi: “In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, … chiunque avrà lasciato case, o fratelli, … per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna”.



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Lunedì  5 dicembre 2011


Il vangelo di oggi ci parla della storia di un giovane che chiede a Gesù qual è il cammino per la vita eterna. Gesù gli indica il cammino della povertà. Il giovane non accetta la proposta di Gesù, perché è molto ricco. Una persona ricca è protetta dalla sicurezza della ricchezza che possiede, ha difficoltà ad aprire la mano perché è già afferrata dai vantaggi dei suoi beni, vive preoccupata in difesa dei suoi interessi: una persona povera non ha queste preoccupazioni. Quel giovane pensava di meritare la vita eterna. In realtà essa non la si acquista con i propri meriti perché non è una cosa che si compra o di cui si ha diritto: la vita eterna è scegliere Gesù prima di ogni cosa.



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Domenica 4 dicembre 2011


Quarta domenica d’Avvento. Gesù che entra in Gerusalemme è l’immagine di un Dio misericordioso. Si mostra re misericordioso proprio verso i peccatori. L’immagine del Dio misericordioso può essere colta soltanto con la fede che è in grado di scorgere sotto la povertà la ricchezza, sotto la vergogna l’onore, sotto la morte la vita. Non è così facile riconoscere in Gesù che nasce il Dio che viene tra noi come Salvatore. Non è facile riconoscerlo perché viene “su un puledro”, come a Betlemme nascerà piccolo e povero in una stalla. È sconcertante un Dio così! Un giorno Gesù dirà di se stesso: “imparate da me, che sono mite e umile di cuore” . Dio non vuole imporsi con la forza ma con la condivisione e l’amore. Continuiamo a vivere il tempo di avvento come occasione per risvegliare in noi il bisogno di salvezza, oltre le delusioni della vita che ci rendono rassegnati e privi di speranza. Il Natale che ci prepariamo a vivere porti nella nostra storia una risorsa di vita che è la stessa forza creatrice e rinnovatrice di Dio.



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Sabato 3 dicembre 2011


Gesù ci invita a perdonare….a perdonare settanta volte sette, cioè sempre, senza limiti,senza condizioni.
Perdonare è conservare la possibilità di rapporti aperti verso coloro che hanno chiuso con noi, perché ci hanno fatto del male. In questo senso, perdonare è imitare Dio. Proviamo a rivivere la parabola dei due debitori, misuriamoci sulla capacità di perdono o sulla triste capacità di ferire la dignità del fratello. Proviamo a recuperare quanto si è perduto senza misurarci sul quanto o sul come, senza chiederci qual è il limite a cui arrivare.
La misericordia senza misura di Dio, che in Cristo ci ha donato tutto e tutto ci donerà ancora, sollecita ora la nostra misericordia, il nostro perdono verso chi ha osato farci soffrire.



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Venerdì 2 dicembre 2011


“Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto” : questa è la sorte di chi si rende messaggero di Dio e del suo regno. In queste parole leggiamo un ammonimento per noi tutti: di non lasciar cadere invano i messaggi dei profeti che caratterizzano il tempo di Avvento che stiamo vivendo. Chiediamo la grazia di seguire Gesù sia nei tempi di luce che nei tempi di buio, nella sofferenza e nella gioia, di stare con lui sempre e ovunque.



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Giovedì 1 dicembre 2011




Inizia il mese di dicembre. Nel vangelo di oggi i farisei chiedono un segno al Signore, affinchè dimostri che sia il Messia. Anche noi vogliamo vedere dei segni? Che cosa possiamo fare per aprire i nostri cuori alla ricerca umile e disinteressata del bene, della verità e della salvezza? Chiediamo a Dio di aiutarci ad accogliere il segno più grande che ci ha dato nel suo figlio Gesù, che, per chi crede, sarà pane di vita per l’eternità.

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Mercoledì 30 novembre 2011




Oggi è Sant’ Andrea. Andrea e i suoi amici, con coraggio, lasciano il lavoro e gli affetti per seguire Gesù, per diventare apostoli, portatori di liete notizie, per diventare suoi testimoni. Andrea ci indica la strada che anche noi possiamo percorrere: lasciamo che lo sguardo e la parola di Gesù operino in noi fino a renderci nuove creature, per realizzare un progetto ben più grande di quello di far soldi pescando o vendendo pesci. Chiediamo al Signore, per intercessione di S. Andrea, il dono di avere un cuore sempre in ascolto della sua Parola, perché il nostro vivere sia liberato da ciò che si oppone a uno stile di amore e la cosa più importante sia seguire il Vangelo.


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Martedì 29 novembre 2011


Gesù ci richiama all’essenziale, a distinguere ciò che è tesoro prezioso della fede da ciò che è superfluo, accessorio, abitudine. Noi che vogliamo essere come i discepoli dobbiamo continuamente stare all’erta, vegliare affinché non lasciamo che la Parola sia inquinata dalle parole, per non diventare anche noi guide cieche che conducono altri ciechi. Uno solo è il nostro maestro e Signore, uno solo è colui che ci guida in questa giornata: il Signore Gesù, nostro Maestro.

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Lunedì 28 novembre 2011


Nel vangelo di oggi si racconta la visita di Gesù a Nazaret, la sua comunità di origine. Il passaggio per Nazaret è doloroso per Gesù in quanto, al termine del suo insegnamento nella sinagoga, la classe colta rimane ammirata ma non capisce l’atteggiamento “da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?”. Gesù, figlio del posto, che loro conoscevano fin da quando era bambino, come mai ora è così diverso? Tutti sono scandalizzati e non lo accettano: “non è forse lui il figlio del falegname?”. Non accettano il mistero di Dio presente nell’uomo comune. Per poter parlare di Dio Gesù doveva essere diverso.
Gesù non è attaccato sul contenuto del suo insegnamento ma disprezzato per le sue umili origini; Egli non proviene dalla classe sacerdotale e vuol pretendere di insegnare la sua dottrina nella sinagoga!  Può capitare anche noi di non voler accettare un consiglio o un insegnamento. Può, allora, succedere che siamo tentati di colpire quelli che riteniamo i nostri avversari sul piano personale. Gesù invece ci insegna a non disprezzare ciò che ci sembra umile. È l’invito a non giudicare dalle apparenze e nel saper accettare tutti senza nessun pregiudizio.

parrocchia San Leonardo


Lettera dalla Congregazione delle Suore in Romania, dopo il nostro viaggio.

Carissimi,sono già trascorsi alcuni anni da quando, la vostra attiva Parrocchia “San Leonardo”

sostiene la bella iniziativa della raccolta di alimenti a pro della nostra “Casa Famiglia”,

qui a Satu Mare (Romania). Infinite grazie per questo dono che ammonta a 1 tonnellata di viveri.

Sappiamo che, a motivo della crisi economica, sia stato più faticoso ricordarsi e donare,

ciò che ognuno tiene stretto per giungere alla fine del mese.

Per tale motivo, il Buon Dio, che tutto sa, ricompenserà con maggiore abbondanza la vostra carità verso i poveri,

ma poveri soprattutto di ciò che ogni bambino o adolescente ha bisogno: i genitori.

La nostra missione è quella di rendere loro un ambiente sereno e tranquillo.

Attualmente le ragazze interne sono diciotto. La più piccola ha otto anni e la più grande diciannove.

Oltre alle nostre, aiutiamo anche altre cinque ragazze, a seconda delle nostre possibilità,

in tutto ciò che serve per la scuola, vestiario ecc.

Le aiutiamo perché hanno i genitori malati, alcolisti o pigri…

Quindi anche sotto l’aspetto economico, gestire una Casa di diciotto persone da vestire,

mandare a scuola, riscaldamento, corrente elettrica, acqua ecc.. :

la spesa non è indifferente e l’aiuto dello Stato è minimo ma, con il vostro annuale aiuto e,

di altre persone generose, grazie al Buon Dio, si va avanti.

Noi tutte, giornalmente preghiamo per voi benefattori, perché siete voi, la nostra sicurezza.

Per tutto grazie, ma siatene certi che la ricompensa ve la darà il Signore e  noi, unito al grazie,

vi auguriamo tanta PACE E BENE per tutto l’anno 2012.






                                 Sr. Gioia Pasqualotto

                     e Comunità della  Congregazione Figlie della Misericordia


                                        Presso Casa Famiglia “ Maria Petkovic”  Satu Mare – Romania

GMG
atto di affidamento a maria
comunità san vincenzo
MILANO 2012
benvenuti
programma settimanale
Sante messe
Confessioni
Seguimi
pescatore
Avvisi

Lunedi’  27  febbraio

ore 21.00



RIUNIONE

ORGANIZZATIVA

ESTATE INSIEME 2012

Lettera de Papa
omelia santo padre
Notizie Utili
giornata missionaria

DALLA NOSTRA PARROCCHIA ....
.........IL BENVENUTO AI NUOVI ARRIVATI......
e gli auguri a mamma e papà.....



  •    Ottobre 2011 Emma

  •    Ottobre 2011 Elisabeth

  •    Novembre 2011 Sole Mariagrazia Emilia  


Oratorio 2011 - 2012
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preti 2011
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san carlo borromeo
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Don Guanella Santo
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“La mia casa è casa di preghiera”
Cappella Sistina in 3D
cappella sistina
Amici di Zinvie
Il Gruppo Missionario di Capiago



continua la raccolta di abiti, scarpe, stoviglie,
artoleria, giochi e piccoli elettrodomestici funzionanti.

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Omelia del Santo Padre Benedetto XVI
in occasione della Beatificazione di Giovanni Paolo II

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